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Il futuro della sicurezza informatica si chiama machine learning

Spesso, in informatica, si sente parlare di machine learning, ma di cosa si tratta?

Letteralmente può essere tradotto come “apprendimento delle macchine” o reso meglio come “apprendimento automatico”, e rappresenta un insieme di metodi sviluppati negli ultimi decenni in varie comunità scientifiche con diversi nomi quali statistica computazionale, riconoscimento di pattern, reti neurali artificiali, filtraggio adattivo, teoria dei sistemi dinamici, elaborazione delle immagini, data mining, algoritmi adattivi e molti altri, che sostanzialmente fornisce ai computer l’abilità di apprendere senza essere stati esplicitamente programmati.

Nel 2012 gli ingegneri di Google hanno creato un software funzionante grazie 16.000 processori collegati tra loro. A questo software sono stati mostrati i video di Youtube per tre giorni, ma senza dargli alcuna indicazione a proposito di cosa fosse contenuto nei video.

L’esperimento ha dimostrato che il software è stato capace di riconoscere, dopo aver fatto esperienza delle immagini presenti nei video, il ripresentarsi di volti umani e gatti nei frame dei video di Youtube.

Il machine learning potrebbe essere la soluzione giusta al problema crescente degli attacchi ransomware nelle aziende. L’apprendimento avanzato potrebbe essere utilizzato come arma per rendere più sicuri i sistemi informatici aziendali e potrebbe rivelarsi utile anche per distinguere i falsi positivi, minacce che fanno scattare il sistemi di sicurezza informatica dell’azienda e che infine si rivelano innocue.

Non tutti però sono convinti che il machine learning rappresenta il futuro per la cybersecurity aziendale. C’è chi crede che sia solo marketing o che sia una tecnologia presente solo nei film.

 

La sfida futura sarà dunque valutare, nel più breve tempo possibile, se realmente il machine learning possa essere considerata un’arma valida, sicura e affidabile nei confronti degli hacker.